Fiera del Libro, ritorno alle origini per i 100 anni: dal 9 aprile al 3 maggio di nuovo in Galleria Mazzini

Edizione del centenario nella sede storica, tra nostalgia, polemiche sulle location e la sfida di riportare pubblico e vitalità nel cuore di Genova


Com’era stato anticipato da GenovaQuotidiana, al 9 aprile al 3 maggio la Fiera del Libro di Genova tornerà in Galleria Mazzini, proprio dove tutto era iniziato un secolo fa. Una scelta che ha il sapore della storia e della celebrazione, ma che nasce anche da una mediazione tutt’altro che semplice con il Comune. La manifestazione, la più antica ancora attiva in Italia, nel 2026 taglia infatti il traguardo dei cent’anni e lo fa tornando nella sua sede simbolo, pur senza nascondere che gli organizzatori avrebbero voluto un’altra collocazione per l’edizione primaverile. «È stata una scelta obbligata, anche se non desiderata, per rispetto verso la città», sintetizza il presidente Marcelo Ambrogio, spiegando che la preferenza sarebbe andata a piazza Matteotti o a un’altra area all’aperto, ritenuta più adatta alla stagione e ai flussi turistici.

Secondo i soci della Fiera, Galleria Mazzini resta una cornice ideale nel periodo natalizio, mentre in primavera una sistemazione diversa avrebbe garantito maggiore visibilità e funzionalità. Di fronte alla possibilità di far saltare del tutto l’appuntamento, però, la decisione finale è stata quella di confermare comunque la manifestazione nel suo luogo più identitario. Una soluzione accettata, spiegano gli organizzatori, nel nome del rispetto per Genova, per i lettori, per i turisti e anche per chi nel 1926 credette nel valore culturale e commerciale dei libri dando vita a una tradizione che ancora oggi resiste. Lo sguardo è già rivolto anche all’estate prossima, quando gli organizzatori sperano di poter allestire una nuova edizione nella zona del Porto Antico, ipotesi più volte proposta nel confronto con l’amministrazione comunale.
Sul tavolo c’è infatti anche il tema del decoro urbano, diventato centrale nell’azione della giunta. L’amministrazione sta portando avanti una revisione complessiva delle fiere commerciali cresciute negli anni scorsi e, nel caso della Fiera del Libro, il nodo non riguarda certo la qualità della merce esposta, quanto piuttosto l’impatto visivo delle strutture. In particolare, la precedente collocazione in piazza Matteotti avrebbe comportato (come è accaduto gli scorsi anni per il totale disinteresse della passata amministrazione al decoro urbano in coincidenza con le mille fiere e fierine incentivate) la copertura della facciata di Palazzo Ducale con un brutto ed impattante capannone, proprio mentre negli spazi è visitabile la mostra dedicata a Van Dyck.

Gli impattanti capannoni concessi, insieme a generosi contributi, dalla passata amministrazione coprivano la facciata del palazzo e impedivano completamente ai passanti di vedere l’accesso alle mostre che si tenevano nel Munizioniere e nel Sottoporticato
C’è ancora molto da fare per contemperare il decoro con l’economia delle piccole imprese ambulanti: forti critiche hanno rimediato sia l’enorme allestimento mercatale in atto in piazza De Ferrari (già previsto e spostato da piazza Matteotti, piazza che è stata per prima tenuta libera), sia per quello a Caricamento (la sede è storicamente più idonea a un insediamento commerciale, ma la qualità estetica dell’esposizione latita decisamente anche in questo caso), organizzate dai consorzi che fanno capo alle due associazioni di categoria, rispettivamente Confesercenti e Confcommercio. Ora l’assessora al Commercio e al Turismo del Comune Tiziana Beghin lavora con la Soprintendenza e con le categorie a un regolamento che possa in qualche modo salvare capra e cavoli, imponendo regole estetiche, divieti per alcune piazze e valorizzazione di altre più idonee.
Un equilibrio ancora delicato, quello tra tutela del paesaggio urbano e sostegno all’economia delle piccole imprese ambulanti, su cui l’assessora Beghin sta lavorando insieme alla Soprintendenza e alle categorie economiche per arrivare a un regolamento capace di fissare criteri estetici, limiti per alcune piazze e valorizzazione di aree più adatte agli allestimenti.
In città, intanto, si è rafforzato anche un vero e proprio movimento di opinione favorevole al ritorno della Fiera del Libro in Galleria Mazzini. Per molti genovesi quella sede rappresenta non soltanto un contenitore commerciale, ma un pezzo di memoria collettiva. C’è poi un altro obiettivo dell’assessorato: contribuire al rilancio della galleria ottocentesca dopo i lunghi lavori di recupero, riportando passaggio e attenzione anche a beneficio dei negozi in sede fissa. Resta adesso da capire se l’entusiasmo manifestato sui social si trasformerà davvero in una forte presenza di pubblico tra i banchi.
L’allestimento dei 18 espositori, meno dei 24 presenti a Natale, è previsto per l’8 aprile. Il giorno successivo, giovedì 9 aprile, scatterà l’apertura ufficiale e i banchi resteranno accessibili fino a domenica 3 maggio. Sarà l’edizione del centenario, ma anche quella di un ritorno fortemente simbolico nel luogo dove tutto cominciò.
La futura collocazione della Fiera del Libro al Porto Antico dipende anche dal prezzo del plateatico, che al Porto Antico è particolarmente alto e per questo inibisce le manifestazioni fieristiche nel luogo che sarebbe a loro più appropriato. Giusto per gli eventi delle grandi organizzazioni, decisamente meno sensato per le manifestazioni commerciali cittadine visto che l’azienda è sì una Spa, ma con soci pubblici: il Comune di Genova (al 57,77%, quindi con ampia maggioranza), la Camera di Commercio di Genova (22,67%), la Finanziaria Ligure per lo Sviluppo Economico F.I.L.S.E. S.p.A. (15,70%) e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale (3,86%). In fondo, il Porto Antico è nato a servizio della città proprio come la Fondazioni per la Cultura Palazzo Ducale.
La storia
La storia della Fiera del Libro, del resto, affonda le radici in un 1926 densissimo per Genova e per la Liguria. È l’anno della nascita della Grande Genova, che incorpora realtà come Cornigliano Ligure, Nervi e Pegli; è l’anno in cui si spegne a Bordighera la regina Margherita di Savoia; è l’anno in cui l’avvocato savonese Sandro Pertini aiuta Filippo Turati a fuggire via mare verso la Corsica per sottrarsi al fascismo. E proprio in quel contesto storico, attraversato da tensioni e cambiamenti profondi, prende forma anche l’idea di trasformare Galleria Mazzini nella casa della Fiera del Libro.
A promuoverla furono il Comune di Genova e alcuni storici bancarellisti come Michele Amilcare Tolozzi, Giacomo Bertoni, Italo Muccini e Libera Traverso, figure che scelsero di investire sui libri in un’Italia che faceva ancora i conti con l’analfabetismo. In quegli anni leggere significava anche credere nel futuro, difendere uno spazio di libertà, opporre cultura e pensiero critico a un Paese che scivolava verso la dittatura. Nello stesso 1926 usciva “Uno, nessuno e centomila” di Luigi Pirandello, mentre Grazia Deledda conquistava il premio Nobel per la Letteratura. In quel clima, riempire uno degli spazi urbani più eleganti della città con banchi di libri fu una scelta controcorrente e insieme potentissima.
Da allora la Fiera del Libro è diventata una presenza stabile nella vita cittadina, attraversando decenni e cambiando più volte scenario, da piazza della Vittoria a largo Pertini fino a piazza Matteotti, senza mai perdere il suo legame speciale con la “Galleria dei Genovesi”. Oggi, a un secolo di distanza, a portarne avanti la storia sono spesso figli e nipoti di quei primi librai. Persone che non si limitano a vendere volumi, ma continuano a incarnare un mestiere fatto di conoscenza, passione e rapporto umano. È anche per questo che l’edizione 2026 ha un valore speciale: non è solo una fiera, ma il racconto vivo di una tradizione che accompagna Genova da cento anni e che per il suo compleanno più importante ha scelto di tornare a casa.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.